Studiare con la musica fa bene: lo dice la scienza

Studiare con la musica fa bene 

Secondo diversi studi scientifici studiare con la musica fa bene e ha un effetto positivo sulla mente

Si dice che studiare con la musica migliori la concentrazione e favorisca la memorizzazione

In fondo, sarà capitato anche a te di iniziare a fare qualcosa con la musica per renderti conto poco dopo di aver fatto tutto in velocità e senza distrazioni. 

Uno dei problemi più grandi che abbiamo infatti è mantenere costante la concentrazione. Ciò può rivelarsi un ostacolo se dobbiamo preparare un compito, un’interrogazione, un esame o consegnare un lavoro. 

Le continue tentazioni – la notifica di Whatsup, il telefono che squilla, la curiosità di cercare una risposta su Google – ci bombardano e quando ce ne rendiamo conto, ahimè, abbiamo già perso fin troppo tempo. 

Come fare quindi? 

Negli anni sono state sviluppate tante tecniche per migliorare la capacità di attenzione e ottimizzare l’impiego del nostro tempo. Una di queste è ad esempio la tecnica del pomodoro. 

Si usa un timer da cucina, si suddivide il lavoro a intervalli e ci si impegna a lavorare in quel tempo ristretto senza distrazioni. Fatto un po’ per volta, ma con costanza, questo esercizio aiuta a gestire meglio il tempo. 

Un’altra tecnica efficace è quella di creare una specie di abitudine, come ad esempio dedicare un luogo specifico allo studio o al lavoro.

C’è un’altra strategia efficace in grado di migliorare le nostre prestazioni: mettere ON sullo stereo

Cosa dice la scienza a questo proposito 

Negli anni novanta, il neuro-biologo Gordon Shaw, insieme a due ricercatori, Frances Rauscher e Katherine Ky, fecero uno studio sulla relazione tra attività celebrale e ritmi musicali.

Alla fine dell’esperimento chiamarono questo studio Effetto Mozart. 

L’esperimento fu molto interessante per la risposta che diede. 

Presero 3 gruppi di ragazzi e li sottoposero a 3 stimoli diversi. 

Al primo gruppo proposero l’ascolto di Mozart, al secondo una voce rilassante e al terzo il silenzio. Registrarono poi la risposta allo stimolo attraverso un test in grado di misurare la loro intelligenza dal punto di vista del ragionamento spaziale. 

Ebbene, il risultato fu sorprendente: chi aveva ascoltato Mozart,  al termine dell’esperimento, risultava con un quoziente intellettivo di 9 punti di più! Il suo effetto durò pochi minuti ma accese l’interesse sulla relazione tra la musica del noto compositore di Salisburgo e l’intelligenza, un legame che portò a successivi approfondimenti anche controversi.

Uno studio più recente promosso invece da Spotify nel 2013 e condotto dalla dott.ssa Emma Gray, esperta di psicologia clinica e specializzata nella psicologia educativa al British Cognitive Beahaviour Therapy and Counselling Service di Londra, ha cercato di spiegare il legame tra musica e studio, ossia in che modo il rendimento scolastico migliora con l’ascolto della musica. 

Dallo studio è emerso non solo che studiare con la musica fa bene, ma che “ascoltare il genere musicale giusto durante lo studio aumenta la concentrazione”. Questo perché il nostro cervello registra ed elabora gli stimoli in maniera diversa. La musica va a stimolare dei recettori neurologici che influiscono sul numero di battiti cardiaci. A seconda del tipo di azione che dobbiamo compiere la musica svolge una funzione diversa: “per quanto riguarda le discipline logiche come la matematica – ha affermato la dott.ssa Gray – la musica dovrebbe avere un effetto calmante sulla mente e aiutare la concentrazione. Per le materie creative invece la musica dovrebbe riflettere le emozioni che si cercano di esprimere”. 

Quale musica si adatta di più allo studio?

Se volessimo seguire i suggerimenti degli studi condotti dai ricercatori dovremmo quindi scegliere la musica a seconda dell’attività o della materia da studiare. 

Spotify aveva creato, grazie alla collaborazione con la dott.ssa Gray, 3 playlist.

Nella playlist per la matematica troviamo musica classica con brani di Mozart o Beethoven. La musica classica infatti calma la mente, favorisce la concentrazione e ben si addice a risolvere questioni logiche.  

Nello specifico troviamo il concerto n. 21 per pianoforte di Mozart, Per Elisa o l’Inno alla Gioia di Beethoven, o il Valzer in Re Bemolle di Chopin

La seconda playlist è dedicata alle scienze umanistiche, qui la musica attiva la parte sinistra del cervello abituata a elaborare informazioni esatte o risolvere problemi e troviamo canzoni come Halo di Beyoncé, Man Down di Rihanna, Wide Awake di Katy Perry o Our First Time di Bruno Mars.

Diverso è il caso del lavoro creativo. La playlist dedicata allo studio delle lingue, o del teatro, per cui si attiva la parte destra del cervello per elaborare pensieri creativi, è tutta sul pop e rock. 

Qui troviamo Satisfaction dei Rolling Stones, Diamonds di Rihanna, Fireworks di Katy Perry, Beauty and a Beat di Justin Bieber e It’s My Life di Bon Jovi. Brani come questi producono un aumento dei battiti cardiaci, uno stato di eccitazione che aumenta la creatività. 

Oggi su Spotify ci sono tantissime playlist dedicate allo studio!

Perché studiare con la musica fa bene

L’unica criticità sorta nel tempo è che le canzoni con un testo potrebbero ritardare il momento della concentrazione perché i testi, che ben si prestano a essere cantati,  possono trasformarsi in motivo di distrazione. Cantare rimane l’attività prediletta delle pulizie di casa, della cucina, della doccia, ma durante lo studio bisognerebbe prediligere la musica classica.

Tra i benefici di studiare con la musica quindi possiamo dire che: 

  • migliora la concentrazione
  • stimola una più efficace capacità di memorizzare i concetti letti 
  • mette di buon umore

Solo la musica classica garantisce sempre un buon risultato. Se non l’hai mai provato, prova! 

e facci sapere come è andata 🙂

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